Zaziau – Pitoti’s song

Nini Giacomelli – Alessio Lega – Rocco Marchi

 

Nel maggio del 2016 il CCTC – Centro Culturale Teatro Camuno ha partecipato, vincendolo, al 3° Bando 2016 Cultura di Fondazione della Comunità Bresciana, che in parte ha finanziato la realizzazione del progetto.

Il progetto proposto portava il nome Radici e il suo obiettivo era quello di creare un percorso innovativo per avvicinare i minori al patrimonio d’arte rupestre con una rilettura dell’importante passato della Valle Camonica in chiave ludica, stimolando la creatività personale di bambini e ragazzi con attività di recitazione, danza e musica propedeutici alla realizzazione della video-registrazione di una filastrocca-ballata ispirata alle figure della Preistoria.

Quella filastrocca è diventata la canzone Zaziau, scritta dall’autrice Nini Giacomelli e dal cantautore Alessio Lega con la collaborazione e l’arrangiamento del musicista Rocco Marchi, a partire da un’iscrizione presente sulla Roccia 22 delle Foppe di Nadro, nel cuore del parco archeologico della Riserva Naturale delle Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo (uno degli otto parchi del Sito Unesco n.94 “Arte Rupestre in Valle Camonica”). Secondo gli studiosi Zaziau sarebbe un nome di persona, abbastanza comune e diffuso nel Neolitico, e gli autori della canzone lo hanno scelto quale rappresentante, testimone e narratore (l’iscrizione diventa una sorta di firma indelebile) di quell’umanità che più di diecimila anni fa decise di solcare le rocce della Valle Camonica con le incisioni rupestri. Quelle stesse rocce che diventano metaforicamente un volto scavato dalle rughe del tempo, un tempo di millenni che tramanda e custodisce l’unico tesoro che è sempre appartenuto a queste popolazioni: la terra. La Valle Camonica.

Nel mese di novembre hanno quindi avuto luogo le riprese del video di Zaziau con la regia di RAN Videoproduzioni, e la scelta dell’ambientazione è ricaduta su Capo di Ponte, con il Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane e la Chiesa delle Sante Faustina e Liberata, luoghi carichi di misticismo e potente spiritualità. La giornata di riprese si è trasformata in un momento di grandissima partecipazione comunitaria, che ha visto coinvolte – insieme agli artisti e allo staff tecnico – più di 80 persone di età, provenienze e ruoli differenti: dai piccoli del Coretto di Ono San Pietro diretto da Fabio Monopoli agli adulti dell’Associazione Corale “La Pieve” di Cividate Camuno diretta da Teresina Faiferri (entrambe le formazioni hanno anche partecipato alla registrazione audio dei cori inseriti nella canzone); passando per gli adolescenti del Gruppo Teatrale Zabetti di Bibi Bertelli e le Strie, libere cittadine cui è spettato il compito di interpretare un altro grande mistero legato alla storia di questi luoghi: le pericolosissime streghe della Valle Camonica.